Pubblicato in: Le mie recensioni, Libri e dintorni, Tu leggi? Io scelgo!

“L’ultimo caffè della sera” – Diego Galdino

#Ebook

Qualche anno fa, in biblioteca, ho scelto il libro che mi attirava molto:”Il primo caffè del mattino” di Diego Galdino. Mi era piaciuto tantissimo.

Così, per l’appuntamento di marzo della rubrica “Tu leggi? Io scelgo!”, ho deciso di pescare proprio un libro di quest’autore dal blog di Floriana, “L’ultimo caffè della sera”, il seguito e la bella conclusione de “Il primo caffè del mattino”.

Abbiamo lasciato Massimo, il famoso barista del bar Tiberi a Trastevere, afflitto dalle sue pene d’amore. Lasciato da quello che credeva essere il grande amore della sua vita, quello con la A maiuscola, Massimo pensa ormai che non ci sia più speranza per lui di innamorarsi, fino a quando Mina fa irruzione nel suo bar e Cupido scocca la sua freccia.

I parenti-amici del bar Tiberi sono al settimo cielo: per 2 anni hanno visto Massimo soffrire e gioiscono per lui nel vederlo di nuovo felice. Il passato però ha lasciato il segno: anche se travolto dal sentimento per Mina, con cui Massimo si rivela l’uomo perfetto e romantico che abbiamo conosciuto nel primo libro, il nostro protagonista vive questo amore facendo lo slalom tra i ricordi della storia precedente. E si cimenta nella costruzione di improbabili castelli di carta per rimediare ad un terribile imprevisto.


I romanzi di Galdino non deludono mai il lettore alla ricerca del lieto fine. I personaggi sono così deliziosamente semplici che verrebbe voglia di conoscerli.

E Roma, in queste pagine, è la sua città….senza bisogno di andare a leggere la biografia dell’autore per averne conferma. Nelle sue strade, nei suoi angoli più romantici, che forse non conosciamo o a cui non abbiamo mai fatto caso, si svolge questa tenera vicenda che ci lascia con la speranza che in fondo tutto può andare meravigliosamente bene.

Non il libro più bello che abbia letto ultimamente, ma Galdino merita sicuramente una possibilità perché sa essere molto coinvolgente.

Vi lascio con la lista delle altre letture di marzo per la rubrica “Tu leggi? Io scelgo!” 😉

Krapfy –

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“L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” – Alice Basso

#Garzanti269 pagine

Vani Sarca scrive, scrive di tutto e lo fa molto bene, ma non è una scrittrice. Vani è una ghostwriter per le Edizioni L’Erica. E’ un personaggio che vive nell’ombra Vani, ed Enrico – il suo capo – ne è ben contento perchè quando parla Vani sa essere tremendamente schietta, pungente e sa che può permetterselo perchè chi chiede il suo aiuto non ha scelta: ha bisogno di lei.

Il suo lavoro non è un ripiego: da quando ha scoperto di avere una naturale propensione ad entrare nella testa degli altri e a calarsi nei ruoli più diversi senza alcuna fatica, ha capito che quella doveva essere la sua strada. E cosa succede quando hai questa dote e ti ritrovi a scrivere un libro per una donna che parla con gli angeli e questa sparisce all’improvviso? Succede ovviamente che incontri un Commissario degno di questo nome che finisce per affidarsi a te per risolvere il caso.

E tu che non sei un personaggio qualsiasi, ma sei Vani Sarca, non solo arrivi alla soluzione, ma…….


Bentornati all’appuntamento mensile con la rubrica “Tu leggi? Io scelgo!”! Questo mese ho pescato la mia lettura dal blog Libri in Tavola, e finalmente mi sono decisa: ho scelto il primo libro della serie scritta da Alice Basso e avente come protagonista la ghostwriter Vani Sarca.

Questo libro mi chiama dagli scaffali delle librerie da quando è uscito credo, ma non so perchè alla fine lo guardavo, lo segnavo nella lista dei “da comprare”, ma lo lasciavo lì: quanto tempo perso! Me ne sono innamorata dalla prima pagina…..e presa dall’entusiasmo ho già comprato gli altri della serie!

Vani Sarca, sempre vestita di scuro, nascosta dietro un ciuffo di capelli scuri, ha come cavallo di battaglia la frase “Se solo me ne fregasse qualcosa”, perchè a lei, degli altri, sembra non gliene freghi proprio nulla. Nulla almeno fino a quando Riccardo Randi, noto scrittore molto amato dal pubblico femminile, non entra nella sua vita, rendendola un po’ più “umana” ai nostri occhi, o fino a quando non incontra il Commissario Berganza, che la coinvolge – con sua grandissima gioia – in un’indagine che la riguarda da vicino dato che ad essere scomparsa è proprio la donna per cui lei sta scrivendo un libro.

Vani è un personaggio stupendo. Ha carattere, è perspicace, intelligente, interessante, è uno di quei personaggi che ti conquistano, ti entrano nel cuore e ti fanno sentire quasi parte della storia, tanto che quando chiudi il libro ti aspetteresti di incontrarla per strada come una vecchia amica (e io un’amica come lei direi che ce l’ho pure, anche se non è una ghostwriter!).

E poi Berganza: lo immagino un po’ un novello Tenente Colombo, ma più giovane. E’ un altro personaggio che mi è piaciuto tantissimo. Anche lui parla poco, ma capisce molto. Non è camaleontico come Vani, ma riserva sempre delle belle sorprese.

Non saprei come definire questo libro: non è solo un giallo, non è solo un romanzo…..è bellissimo! Credo di avere trovato un’altra scrittrice del cuore: Alice Basso. Ve lo dirò quando finirò la serie! ;P

-Krapfy-

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“Les aérostats” – Amélie Nothomb

#AlbinMichel – 175 pagine

Ange è una studentessa di filologia. Ha 19 anni e condivide un appartamento con Donate, noiosa 22enne sempre pronta a lamentarsi e con una vita ben poco interessante agli occhi di Ange.

La convivenza non è facile, ma Ange ha bisogno di quella casa perchè ha una camera tutta sua per rifugiarsi.

“A casa di Donate ho una stanza tutta per me. Virginia Woolf ha troppo ragione, niente è più importante”.

Un giorno Ange decide di dare ripetizioni di francese (grammatica, letteratura…) e viene contattata da un certo M. Roussaire, il padre di Pie, un adolescente dotato di una grandissima intelligenza, ma dislessico e con grossi problemi in francese.

Le lezioni cominciano e Ange riesce subito a trasmettere l’amore per la letteratura al suo allievo. Ma quella ricca casa a Bruxelles la turba: il padre segue ogni mossa della ragazza attraverso lo specchio che affaccia sul salotto dove lei tiene le sue lezioni; la madre è collezionista di professione, ma non possiede alcun pezzo della sua collezione; Pie è un ragazzo che vive con una famiglia difficile: si è trasferito da poco a Bruxelles, ama le armi ma si dichiara non violento e non ha amici….come Ange.

Tra i due nasce una bella amicizia, che porta Ange a cercare di uscire di casa col ragazzo per allontanarlo dallo sguardo indagatore del padre, che non lo apprezza come dovrebbe. Sembra esserci una rinascita….fino al finale che per chi conosce Amélie Nothomb potrebbe tutto sommato non essere nemmeno così inaspettato.


Continua a leggere ““Les aérostats” – Amélie Nothomb”
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“Un indimenticabile Natale d’amore” – Milly Johnson

eNewton Narrativa – 255 pagine

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica “Tu scegli? Io leggo!” e, per i curiosi, qui sotto trovate le letture del mese e i relativi blog!

Tutto comincia quando la zia Evelyn , 93 anni, muore serenamente nel sonno e Eve, sua pronipote, viene convocata allo studio Mead & Mead per la lettura del testamento. Eve, addolorata per la perdita della zia, sa già che probabilmente la zia le ha lasciato un medaglione, quello con la foto di Stanley, grande amore della zia. O almeno spera. Le alternative sarebbero poche: Gabriel, un cervo impagliato le cui corna erano decorate con delle palline di Natale….o forse le ceneri dei suoi adorati gatti. Finalmente Mr. Mead “il giovane” (ovvero il meno decrepito), riceve Eve nel suo ufficio e lì succede qualcosa che mai Eve si sarebbe aspettata.

Che la cara zia fosse un tipo particolare, Eve lo sapeva. Sapeva anche che aveva passato gran parte della vita a piangere l’amore perduto, ma poi all’improvviso, negli ultimi 18 mesi della sua vita, aveva deciso di rialzarsi e fare cose che le piacevano, come addobbare la sua casa in modo natalizio 365 giorni l’anno….di qui l’acquisto di Gabriel, il cervo.

Ma quello che Eve non sa quando entra nello studio Mead & Mead è che la zia aveva un progetto: realizzare un parco a tema natalizio! E – cosa ancora più inaspettata – ha deciso di lasciare metà di quel parco proprio a sua nipote, insieme ai soldi per completarlo.

Sembra uno scherzo: Eve odia il Natale. Quando era piccola, sua madre – che passava da un uomo all’altro ed era perennemente ubriaca – le aveva fatto passare ben pochi Natali felici. Per fortuna c’era zia Susan…..ma anche lei non aveva potuto fare nulla contro l’avversione di Eve per il Natale quando – 5 anni prima – proprio quel giorno, Eve aveva perso il suo grande amore. Ed ora questa follia! Un parco natalizio da realizzare assieme ad un perfetto sconosciuto, tale Mr. Jacques Glace, ex soldato, dal fisico gigantesco e dall’abbigliamento quanto meno particolare!

All’inizio Eve vorrebbe rifiutare, ma poi – da brava ed efficiente organizzatrice di eventi – comincia ad indagare sui parchi a tema e decide che la sfida è molto interessante e potrebbe essere anche molto proficua. Del tema non deve preoccuparsi: in fondo la zia l’ha chiamato “Winterworld”, quindi il tema può essere tranquillamente modificato.

E mentre Eve cerca di sabotare i piani della zia, un inopportuno fuoco di Sant’Antonio la costringe a letto per quasi un mese lasciando spazio ad un entusiasta Jacques che invece è deciso a realizzare i sogni della cara vecchietta che gli ha cambiato la vita. Già! Perchè quello che Eve non sa è che sua zia ha conosciuto Jacques in un momento molto buio della sua vita e lei con la sua allegria e il suo entusiasmo l’ha fatto letteralmente rinascere, affidandogli anche la sua malinconica nipote, un tempo tanto sorridente ed entusiasta della vita.

Albero dopo albero, elfo dopo elfo, il parco prende vita. E succedono cose incredibili che piano piano sciolgono il cuore di ghiaccio di Eve e le ridonano il sorriso, fino ad uno scontato, ma tanto atteso, lieto fine.


Ed eccoci arrivati al periodo in cui le feste di Natale finiscono e lasciano un po’ di amaro in bocca per essere passate così in fretta. Per questo, in occasione del terzo appuntamento con la rubrica “Tu leggi? Io scelgo!“, la mia scelta dal blog “Le mie ossessioni librose” è caduta proprio su questo libro che ha un po’ tutto quello che serve in questo periodo: leggerezza, romanticismo e una sfrenata passione per il Natale!

Aggiungo che questa lettura ha segnato anche il mio riavvicinamento all’ebook, tanto comodo, ma tanto lontano dalla mia passione per il cartaceo! (voi che ne pensate? Io ve l’ho raccontato qui!).

Veniamo ora alla mia opinione su questo libro! La cosa che ovviamente mi ha attratta di più è stato il sogno di ereditare un parco a tema sul Natale! Sono un po’ una zia Evelyn per questo (ho ancora l’albero in casa…..ma prometto che questo fine settimana metterò via tutto!), anche se non arrivo ad avere un cervo impagliato con le palline appese alle corna.

Eve è un po’ noiosa all’inizio: il suo cinismo, il suo voler distruggere il sogno della zia, il suo voler cancellare il Natale a tutti i costi e i toni nei confronti del povero Jacques Glace sono un po’ fastidiosi. Ma dietro l’apparenza si cela una persona diversa e – senza quest’apparenza – non ci sarebbe la storia ovviamente. Jacques lo immagino un po’ tipo gigante buono, un po’ tontolone a tratti nel suo eccessivo entusiasmo, ma comunque buono e saggio. I personaggi intorno sono tutti ben costruiti, fantasiosi, ma belli, come l’incomparabile Effin che sgrida in gallese stretto i suoi pazienti e volonterosi operai polacchi.

E’ una storia che sa di favola, in cui tutto scorre perfetto e senza intoppi, in cui i personaggi sono belli, ma in qualche modo tutti un po’ eccessivi: troppo buoni, troppo irascibili, troppo sospettosi e in cui la storia è sicuramente scontata come pure il lieto fine, ma personalmente è esattamente quello che mi aspetto da questo tipo di lettura.

Infine devo dire che l’ho trovato un po’ lungo anche se scorrevole, ma forse la mia impressione è dovuta anche al fatto che ho scelto il formato ebook. E’ una questione di testa: mi piace vedere fisicamente lo scorrere delle pagine!

Il mio consiglio è di leggerlo se si ha voglia di leggerezza e di una bella “favola” d’amore, senza cercare qualcosa di particolare. Ci sono momenti in cui le storie così romanticamente scontate sono esattamente quello che fa per noi!

Ora vi lascio: vado a buttare giù gli schizi del mio parco a tema natalizio ;P

Classificazione: 3 su 5.

Krapfy –